Nel 1848 la popolazione ebraica si Sabbioneta contava 200 anime ed ai moti risorgimentali di quell'anno gli ebrei sabbionetani diedero notevoli contributi diversamente dalla grande maggioranza della popolazione, favorevole agli austriaci.

Dopo Custoza in cui combatté il futuro Senatore e Ministro della Guerra Giuseppe Ottolenghi, ebreo nato a Sabbioneta nel 1838, e le angherie e le ostilità rivolte dalla popolazione ai volontari toscani in ritirata, ritornati gli austriaci, troviamo tra i "compromessi politici" molti ebrei sabbionetani come Cesare e Girolamo Forti.

Risultò "compromesso" anche il Pretore della Città, Antonio Nievo, padre del più famoso Ippolito. Lo scrittore soggiornò spesso a Sabbioneta e dalla sua amicizia con un giovane ebreo sabbionetano, Emanuele Ottolenghi, trasse un libro, l'Emanuele, rimasto inedito sino a pochi anni fa.

Nel 1859 Sabbioneta venne incorporata nello Stato Italiano.

La prosecuzione della guerra contro l'Austria vide impegnato Giuseppe Ottolenghi, già ufficiale sabaudo di carriera, nella campagna del 1866 mentre un altro sabbionetano, Pio Foà, classe 1848, andò volontario con le truppe garibaldine e a Bezzecca meritò una medaglia d'oro al valore. Successivamente Pio Foà, scienziato e medico di fama internazionale, docente alle Università di Modena e Torino, diverrà Senatore del Regno.

Alla fine dell'800, anche in conseguenza della depressione economica che colpì in modo particolare il sabbionetano, molti ebrei iniziarono a trasferirsi a Milano.

Fu l'inizio del declino della Comunità di Sabbioneta che si compì nei primi decenni del XX secolo.

L'ultima sepoltura, nell'ancora esistente cimitero ebraico ottocentesco di via Borgofreddo, avvenne nel 1937. L'ing. Vittorio Forti, ultimo degli ebrei sabbionetani, che pure risiedeva a Milano, volle essere sepolto nella sua Città natale.

Il "Palazzo Forti" posto nell'attuale via Accademia é stato acquisito dal Comune e destinato ad accogliere la biblioteca comunale, gli uffici del settore cultura e turismo e corsi universitari dell'Università di Mantova.

Delle grandi proprietà terriere degli ebrei, quasi tutte vendute e smembrate, rimane il ricordo nel nome di alcune borgate come Cantonazzo Foà e Mezzana Lòria. Al presente, solo il Cimitero, di proprietà comunale, e la Sinagoga, di proprietà della Comunità ebraica di Mantova sono ancora direttamente collegati al grande passato ebraico di Sabbioneta.

[2000 – Umberto Maffezzoli]