Inizio dell'attività della zecca

... L'Ill.mo Sig. mio Consorte ha datto principio a far battere danari e per quest'effetto sono bisognevoli non so che stampi quali di già si sono fatti far in quella Città [Mantova]. Pare che il maestro che l'ha fatti non gli voglia dare senza l'ordine di Vostra Ecc.za. Per questa caggione l'ho voluto scrivere questa mia suppl.ca, farmi questa gratia, d'ordinar che tal licenza sia datta al predetto maestro ancorché si possano haver gli predetti stampi ... di Sabbioneta il dì XVII-4-MDLVIII. Di Vs. Sig.ria Ill.ma serva che bacia le mani. Diana Cardona et Gonzaga.
Questa missiva molto esplicita della moglie di Vespasiano, indirizzata al Duca di Mantova (ASMN, arch.Gonzaga) non lascia dubbi sul fatto che la zecca di Sabbioneta sia stata aperta, o perlomeno che già funzionasse nel 1558 e non nel 1562 come comunemente viene riportato nei trattati di numismatica.

A maggiore conferma di ciò l'Affò, in una delle lettere indirizzate allo Zanetti (Delle zecche ..., 1782, p.142) riporta come " ... nulladimeno non voglio lasciar di dirvi, che tornato Vespasiano dalla Guerra di Campagna nel 1559, e cominciando a preparare il necessario per l'edificazione della sua Città, fece uscire fin d'allora qualche Moneta, perché ritrovo, che il Lotti accenna banditi sotto il giorno 20 d'Agosto di detto anno i Giulj, e mezzi Giulj di Massa, e Sabbioneta ...".

Giulio Faroldi, biografo coevo di Vespasiano (Vita di Vespasiano ... , mss conservato nell'ASMN, arch. d'Arco, n. 135) fu forse la fonte a cui attinsero i vari studiosi di numismatica per datare l'inizio dell'attività della zecca di Sabbioneta al 1562. Nella sua opera infatti riporta la notizia che Vespasiano " ... ritornato che fu, gli venne notizia del matrimonio di Donna Beatrice, sua sorella di madre, col Conte di Potenza, per la qual fece al mese di Maggio 1562 in Bozolo bellissime feste ... et in ultimo fece gettare di tutte la sorti di monete d'oro e d'argento, che da lui s'era cominciato a far battere in Sabbioneta ... ".

Sempre nel 1562, con una lettera del 6.Giugno indirizzata al Duca di Mantova (ASMN, arch. Gonzaga, b. 1808) Vespasiano richiedeva tale Francesco Toresano per " ... i servigi della Cecca ch'io fò fare in Sabioneda ...".

In questo periodo la zecca era ormai avviata ed é probabile che la sua ubicazione fosse nell'antico Castello, l'unico luogo protetto e sicuro nel grande cantiere ch'era a quei tempi Sabbioneta.

Successivamente, attorno agli anni 80 del '500 l'edificio della zecca viene nominato come entità autonoma in alcuni documenti notarili e le indicazioni fanno supporre che la sua ubicazione fosse nei pressi della Fonderia della Città, dove Vespasiano fabbricava le artiglierie, in un complesso oggi demolito ma ben indicato in una pianta della città della prima metà del XVII secolo conservata a Milano, all’Ambrosiana.