Le origini della Zecca

La grande famiglia Gonzaga che dominò il mantovano per oltre quattro secoli fu particolarmente feconda in campo numismatico per la copiosa produzione medaglistica e soprattutto monetale sviluppata sia nella zecca di Mantova che nelle zecche dei cosiddetti "rami minori".

Il primo di essi fu quello di Novellara che si distaccò dal principale ancora nel XIV secolo.

Mentre il ramo gonzaghesco di Guastalla ha una storia tutta particolare, fu la morte, nel 1478, di Ludovico, 2° Marchese di Mantova, a provocare quelle divisioni del marchesato in feudi autonomi assegnati ai figli cadetti che originò direttamente od indirettamente l'apertura delle zecche di Castiglione-Medole-Solferino e di Sabbioneta-Pomponesco-Bozzolo, aperte queste ultime da discendenti del terzogenito di Ludovico, Gianfrancesco.

Molte congetture sono state fatte riguardo la possibilità che a Gianfrancesco fosse stata concessa dall'Imperatore la facoltà di battere moneta.

L'Affò illustra addirittura una sua presunta moneta (Delle zecche ... , 1782, tav. IV,l) con l'Impresa del Fulmine alato al R/.

In realtà nessun Diploma é stato sinora trovato a conferma di questa ipotesi.

E' certo invece che la facoltà di "battere moneta in tutti i loro castelli" fu concessa nel 1497 da Massimiliano Imperatore a tutti i figli di Gianfrancesco " ... ac probæ speciei, et debiti ponderis monetam bonam auream, argenteam et æneam cudere faciendi publice in ipsis eorum castris, seu aliquo castrorum ipsorum fratrum ..." (Affò I. - Delle Zecche ... , 1782, pp. 125-130).

Il primogenito di Gianfrancesco, Ludovico, ereditò il feudo di Sabbioneta e quello, con titolo comitale di Rodigo. Più tardi, ed in conseguenza di varie vicende politiche ed ereditarie, acquisì anche i feudi di Rivarolo, Ostiano e Bozzolo.

Ludovico si stabilì nel 1497 nel Castello di Sabbioneta con la moglie Francesca Fieschi, figlia di Gianluigi, Conte di Lavagna, ma non risulta che, nella sua pur lunga vita, si sia avvalso della facoltà di battere moneta.

Della sua numerosa prole si ricordano Pirro, Cardinale morto nel 1529, Giulia, andata in sposa a Vespasiano Colonna e Luigi (Rodomonte), il primogenito, che sposò la figlia di primo letto di Vespasiano, Isabella, Duchessa di Traietto e Contessa di Fondi, feudi situati in Terra di Lavoro nel Regno di Napoli.

Da Rodomonte ed Isabella nacque Vespasiano il 6.Dicembre.1531, giorno dedicato a San Nicola, Santo effigiato in molte monete di Sabbioneta.

Marchese Gonzaga per nascita e Principe del Sacro Romano Impero di diritto, siccome discendente in linea primogenita, Vespasiano associò al cognome Gonzaga anche quello della madre, Colonna, alla maniera spagnola dicono alcuni, ma sicuramente anche in conseguenza di una precisa clausola testamentaria del nonno materno (Amante B. - Giulia Gonzaga ..., 1896, p.55).

Alla morte del nonno paterno Ludovico, nel 1540, ereditò i feudi padani di Sabbioneta, Ostiano, Rivarolo, Bozzolo e la Contea di Rodigo.

Tutte le investiture ed i privilegi, compreso quello di battere moneta, gli furono confermati con il Diploma dell'Imperatore Carlo V d'Absburgo, dato in Genova il 6.IX.1541.

Nel 1549 sposò una nobile siciliana di ascendenza spagnola, Diana, figlia di Antonio Folch de Cardona e di Beatrice di Luna, che gli portò in dote il Marchesato di Juliana, la Contea di Chiusa e la Baronia di Burgio, tutti feudi della Valle di Mazara.

Nel 1558 il Re di Spagna, Filippo II, gli concesse il Grandato di Spagna e sempre in quell'anno, l'Imperatore Ferdinando I d'Absburgo, con Diploma dato in Vienna il 4.Agosto, oltre a confermargli tutte le investiture ed i privilegi precedenti, prese sotto la diretta protezione imperiale i feudi 1ombardi di Vespasiano ed istituì la primogenitura maschile nella sua discendenza. Sabbioneta divenne cioé un'entità autonoma ed indipendente all'interno dell'Impero e forse non è un caso che proprio a partire da quell'anno 1558, nei documenti appaiono le prime notizie dell'esistenza della Zecca di Sabbioneta.