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Vespasiano Gonzaga
Olio su tavola, cm 117x91,5

L'effigiato Vespasiano Gonzaga è voltato di tre quarti verso la destra del quadro; indossa una maglia di ferro a grano d'orzo, di cui si vedono solo le maniche, ricoperta da una mezza armatura con alta goletta a tre lame e pettorale con panziera a sagoma ricurva; gli spallacci sono asimmetrici. La corazza, forse di manifattura tedesca, è riccamente decorata da fasce dorate arabescate e, al centro del pettorale, sempre dorata è l'impresa vespasianea del fulmine alato.

Dal fianco sinistro della figura pende una spada di cui si vede la semplice impugnatura a crociera rettilinea con guardia ovale. Il volto è incorniciato da capigliatura e barba corte, e ha il naso lievemente adunco, come viene testimoniato anche da altri ritratti. Sotto la maglia di ferro Vespasiano indossa una camicia bianca di cui si vedono i polsi el a ricca gorgiera. Sotto la corazza, i fianchi sono coperti da un paio di braghe rosse molto decorate di tipo spagnolo.

Al momento della sua pubblicazione nel catalogo della mostra di Como, il dipinto veniva definito come Ritratto di Ufficiale di Artiglieria. Ugo Bazzotti nel 1986 ha rettificato l'identificazione del personaggio, riconoscendovi il giovane Vesapsiano Gonzaga. Vespasiano viene caratterrizzato principalmente dall'impresa della folgore alata sulla corazza, e dalla cicatrice che segna il labbro superiore: questo onorifico segno di riconoscimento è dovuto alla ferita che Vespasiano si procurò durante l'assedio di Ostia nel 1556, a cui partecipò in qualità di capitano generale dei fanti italiani. Il 1556 quindi è un utile termine post quem per definire la datazione del dipinto, tanto più che Vespasiano è molto giovane, non ancora trentenne. Bazzotti propone il 1558 come momento possibile per l'esecuzione del ritratto del giovane condottiero. Questa datazione è sicuramente accettabile anche per il particolare abbigliamento tipico degli anni intorno al 1560.

Per quanto riguarda l'autore è certo corretto il nome di Anthonis Mor, il grande ritrattista fiammingo nato a Utrecht intorno al 1520 e morto ad Anversa tra il 1576 ed il 1577. Il pittore era strettamente legato alla corte spagnola e Vespasiano avrebbe potuto facilmente contattarlo onde ottenerne un ritratto. Oltre tutto, va ricordato che Vespasiano all'inizio del 1558 si recò proprio nelle Fiandre per rendere omaggio al nuovo re di Spagna, Filippo II, ottenendo dal novello sovrano il riconoscimento del grado di generale della fanteria italiana, nonché l'ammissione tra i Grandi del Regno di Spagna.

Questo ritratto è un ritratto ufficiale, ma di uso interno, molto probabilmente doveva essere collocato in qualche ambiente del palazzo Ducale di sabbioneta, così da rivestire un ruolo ufficiale dimostrativo del valore e della virtus bellica del personaggio effigiato. Il taglio a tre quarti, depone a favore di questa ipotesi, escludendo che il dipinto sia stato eseguito per essere donato.