De' miei viaggi

Nel riferire i miei pochi viaggi non intendo già di porgere una particolarizzata descrizione dei paesi da me veduti e visitati: ciocché sarebbe inutile, trovandosi tali descrizioni già stampate in opere apposite; ma nel ciò fare non ho altro pensiero che quello di far conoscere ai miei nipoti, ai quali è soltanto diretto questo mio scritto, le varie impressioni che fecero sopra i miei sensi le nuove cose da me vedute, le osservazioni che potei fare sopra le medesime ed i varj accidenti e pericoli ai quali fui esposto ne' miei viaggi, onde ciò possa servire di qualche istruzione ai prefati miei congiunti.

Sabbioneta
II primo luogo da me veduto nella puerizia fu la vicina fortezza di Sabbioneta alla quale fui condotto a piedi da un domestico col permesso di mio padre.

Giunto a Vigoreto, ov'esisteva un convento di Cappuccini, mi si affacciò una vasta campagna priva intieramente d'alberi, dal centro della quale sorgeva la fortezza, la cui circoscritta forma per me nuova mi fece una grata sorpresa.

Avvicinato a quella fortezza, la mia maraviglia si accrebbe nello scorgere le alte e solide mura che la circondavano, la maestosa porta che porgeva l'ingresso alla medesima ed il ponte levatoio sopra il quale si doveva passare, come oggetti de' quali non aveva mai avuta alcuna prenozione.

Entrato nella città, non facendo alcun caso delle strade, delle piazze, degli ordinarj fabbricati come oggetti conformi a quelli del mio paese, il mio sguardo si arrestò attonito sopra i seguenti edificj de' quali io non poteva formare un confronto.

1°. Il magnifico Palazzo Ducale, la cui imponente e ben proporzionata fronte occupava quasi un intiero lato della regolare piazza ed il cui interno, diviso in ampie ed elevate sale fornite d'armi antiche, di figure equestri e di altri nuovi oggetti, attrassero fortemente la mia puerile attenzione.

2°. Il regolare e ben decorato edificio appellato il Teatro, il cui interno presentava una forma del tutto dissimile dalla nostra.

3°. L'antico castello[1] piantato in una vasta piazza, le cui antiche fortificazioni e le cui interne sale dipinte a figure per me nuove trattennero la mia curiosità.

4°. Un lungo e maestoso uniforme porticato che di fronte al castello chiudeva quel lato della piazza.

5°. Il palazzo così detto del Giardino, ornato di molti dipinti, di bassi rilievi e di altri curiosi oggetti, dei quali sebbene non potessi in quella tenera età conoscere il pregio, mi fecero però una grata sensazione.

6°. Due belle colonne di marmo sormontate da piccola statuetta, una delle quali con base e capitello di bronzo, che poggiate sopra a convenienti piedestalli ergevansi isolate una nella piazza Ducale e l'altra in quella del Castello.

La chiesa principale non mi fece alcuna impressione perché nulla presentommi di nuovo; ma quella dei Padri Serviti così detta l'Incoronata mi eccitò la maraviglia per la graziosa e nobile sua forma ottangolare, sormontata da una non molto elevata cupola e tutta all'interno dipinta architettonicamente; e benché potessi fare di essa qualche confronto con quelle simili del mio paese, cioè la chiesa dell'Annunciata nel Borgo inferiore e di Santa Chiara del monastero delle Clarisse, quella però di Sabbioneta superando le altre due in ampiezza, in elevazione, in decorazioni poté interessare potentemente la mia attenzione, la quale altronde si trattenne colla massima compiacenza nell'osservare il superbo deposito ivi collocato del duca Vespasiano, la cui statua di bronzo ed altre statue di marmo bianco e gli altri ornati in marmi a varj colori non potevano che sommamente dilettare lo sguardo di un fanciullo che non aveva mai veduto altrettanto.

Le impressioni che si ricevono nella tenera età essendo le più potenti e le più costanti, avvenne che nel crescer degli anni al vedere altre città il mio occhio si compiacque sempre nell'osservare degli edificj conformi a quelli di Sabbioneta; e siccome tali edificj furono costrutti da architetti del secolo decimosesto o nel principio del successivo, così da tale circostanza io ripeto il sommo trasporto che nell'età adulta si sviluppò in me per l'architettura di quel secolo.

La vista altronde della nostra antica Rocca non che del vetusto, ora non più esistente, Castello di Sabbioneta mi abituò nel progresso degli anni ad osservare con diletto tutti gli antichi castelli che si affacciarono al mio sguardo.

Dopo la visita di Sabbioneta la mia guida mi condusse ad un vicino villaggio appellato la Villa Pasquali, nel quale era stata di fresco eretta una nuova chiesa sopra il disegno dell'architetto Bibiena.

Questo tempio, come formato di una sola nave assai ampia, ben elevata e ben decorata, appagò assaissimo il mio sguardo, il quale inoltre si trattenne con diletto nell'osservare la volta traforata della capella maggiore, oggetto per me del tutto nuovo.

Dopo ciò ritornai a casa, oltremodo contento delle novità da me osservate che non più svanirono dalla memoria e quantunque nell'età provetta in cui aveva già visitate altre città si fosse la mia mente ingrandita per altri magnifici edificj da me veduti, pure tutte le volte che ritornai a Sabbioneta provai sempre del diletto nel rivedere quegli edificj che l'adornano.

[1] Il Castello di Sabbioneta, che sorgeva sulla piazza antistante il palazzo del Giardino dove ora si trova l'edificio scolastico, venne abbattuto nel 1794.